Il PD è il nostro Partito

L’idea di coesione nazionale e sociale, che è stata fondamento della costruzione del Partito Democratico, è stata ridotta alla teoria della rottamazione, della selezione degli eletti per fedeltà al capo, dell’autosufficienza delle decisioni prese a colpi di maggioranza e della retorica contrapposizione fra forze dominanti e sconfitti, perdendo il senso della costruzione di una casa comune per la democrazia italiana.

Noi adesso, dobbiamo ricostruire questa casa comune, per unire un Paese diviso, anche da una visione ipertrofica dell’io solo al comando, con cui è stata intesa e costruita la leadership.

Lo dobbiamo fare rimettendo al centro il tema della partecipazione democratica nel Partito, laddove partecipare non vuol dire solo esercitare il voto, o prendere una tessera che non dà diritto a nessuna reale discussione e decisione. Ma bensì, essere protagonisti della vita politica, economica, sociale e culturale del Paese, per contribuire alle decisioni importanti. Dal 2009 ad oggi abbiamo dimezzato il numero di iscritti, da 800 mila a 400 mila del 2016. Qualcosa non quadra. Tale perdita di iscrizioni si somma ad un fenomeno patologico: la crescita esponenziale di iscrizioni durante il periodo congressuale. A tal proposito si potrebbe pensare di riservare il diritto di elettorato attivo agli iscritti che abbiano confermato la volontà di adesione per un biennio.

Il partito democratico è nato dall’unione fra le culture cattolico-democratiche, ambientaliste e le tradizioni progressiste, che hanno scritto la storia di libertà e democrazia del Paese, per raccoglierne i valori di emancipazione ed uguaglianza e proiettarle nella modernità. Non un partito che si trasforma in un comitato elettorale permanente, un votificio a disposizione dei capicorrente territoriali, ma la grande casa delle battaglie per la giustizia sociale, la solidarietà e l’uguaglianza. Stare nel Partito democratico non può più significare subire le scelte dall’alto di pochi dirigenti.

Il nuovo Partito Democratico che vogliamo costruire avrà al centro un modello di partecipazione autentico, in cui ogni tesserato sarà coinvolto nella scrittura dei programmi e nella loro attuazione, a qualsiasi livello territoriale, e verrà consultato sulle scelte strategiche.

Il partito democratico deve tornare ad essere innanzitutto una comunità di uomini e donne che insieme stabiliscono percorsi e proposte, in cui la maggioranza non sia tale solo per esercitare il potere e l’arroganza contro la minoranza. Il pluralismo è la risorsa di un partito che ha l’ambizione di essere maggioritario. La minoranza deve essere una voce critica e propositiva per il partito, la maggioranza deve avere un orecchio pronto ad ascoltare proposte e suggerimenti, l’insieme dei gruppi dirigenti deve avere l’obbligo di rispettare questa comunità, vincolando scelte e decisioni al coinvolgimento della base del partito, attraverso un modello partecipativo organizzato con nuovi strumenti tecnologici: noi proponiamo una piattaforma digitale – che sperimenteremo anche in questo congresso – e che consentirebbe a milioni di italiani iscritti al PD, di mandare le proprie proposte, di partecipare a tutte le decisioni importanti, di essere coinvolti nella stesura dei programmi elettorali, di poterne verificare l’attuazione a tutti i livelli, di essere collegati agli eletti.

Noi dobbiamo essere il partito della militanza, della strada, del generoso e appassionato attivismo politico, dei circoli aperti al volontariato e all’impegno sociale di tante ragazze e ragazzi, il partito dove formarsi, pensare insieme, essere un cervello collettivo che prende le decisioni importanti: il partito della partecipazione democratica, capace di utilizzare i nuovi strumenti tecnologici, non solo per comunicare, ma per dare vita ad una rete di circoli, iscritti, rappresentanti istituzionali, che, attraverso la piattaforma digitale possa essere costantemente connessa e consultata. Avere in tasca la tessera del PD non può e non deve rappresentare solo il momento dell’elezione degli organismi dirigenti ma un tratto identitario di appartenenza ad una comunità decidente.

Il partito democratico non può dimenticare i territori come è avvenuto. Un partito concepito come un nucleo centrale che lancia input senza avere la capacità di trasferire o ricevere stimoli per assenza di una rete strutturata non può formare classi dirigenti e non ha la capacità di ascoltare e dunque cogliere le problematiche del territorio. Le federazioni regionali, provinciali ed i circoli devono tornare ad essere i centri di discussione vera, in cui la politica del partito democratico si forma, vive e diffonde la sua essenza. Per rilanciare i partito, abbiamo bisogno di una riconnessione sentimentale con la nostra base di iscritti ed elettori, e ciò non può avvenire se i circoli sono chiusi e le federazioni abbandonate.

Dobbiamo rivedere anche il nostro Statuto su un punto fondamentale: il Pd non può essere il partito dell’uomo solo al comando. Non si possono cumulare la carica di segretario con quella di candidato premier. Questa sovrapposizione ha prodotto molti danni alla vita democratica del nostro partito, perché concentra troppi poteri in mano ad uno solo, il/la quale può esercitarli in maniera distorta, ad esempio con una selezione degli eletti “per fedeltà al capo”. È bene dunque, che i ruoli siano distinti. È bene che il Parti- to Democratico salvaguardi la propria vita democratica evitando che un segretario usi il partito come trampolino di lancio per la leaderschip. E riteniamo che per statuto tutti gli organi debbano essere composti in egual numero da uomini e da donne e che i giovani democratici debbano stare di diritto e con diritto di voto in tutti gli organismi dirigenti. La formazione dei giovani e dei gruppi dirigenti deve tornare ad essere essenziale a tutti i livelli. Studio e conoscenza devono tornare ad essere un campo di sperimentazione continua, di approfondimento culturale, lo spazio in cui definiamo tutta la nostra cassetta degli attrezzi.

Moralità, correttezza e verità – dire ciò che si pensa, fare ciò che si dice – sono per noi le chiavi di volta per ricostruire un pensiero democratico, una cultura democratica opposta ai populismi, che sia guida per una società più giusta.

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68 comments

  1. Massimo Zanardi ( User Karma: 4 ) says:

    Voglio dare il mio contributo di idee per un nuovo partito che veda nella partecipazione della gente la cosa più importante in quanto democratici e di sinistra.
    Mi è piaciuto oggi Emiliano quando in una intervista ha ricordato che il partito democratico deve essere collegato ai valori della resistenza.
    Mia madre è stata premiata pochi giorni fa in comune nel paese dove abitiamo come partigiana e considerando il forte contributo alla lotta partigiana della mia famiglia,suo marito Andrea cioè mio padre,5 volte in galera,suo padre cioè mio nonno Gaetano anche lui 5 volte in galera cosi’ come suo zio Ulisse e suo cugino Eugenio che andò in galera la prima volta all’età di 16 anni.

    Ma ora vorrei dare il mio contributo di idee per una nuova medicina perché quella ufficiale è in mano alle multinazionali del farmaco cioè ai vari Rockfeller ,Rotshild e Bayern.
    Della medicina ufficiale tolti i progressi effettuati nella chirurgia,nelle fratture e nella scoperta degli antibiotici ben poco rimane.
    E’ possibile già da ora ridurre le spese sanitarie ,che per le regioni sono del 70-80 per cento ed allungare la vita delle persone fino ai 100 anni tramite gli studi sulla ghiandola pineale utilizzando le sostanze prodotte dalla ghiandola pineale quali la melatonina, il TRH e l’epitalamina.
    Correggendo poi l’ipotiroidismo da cui è affetta la quasi totalità della popolazione ed agendo sulla ghiandola pineale con la melatonina si prevengono quasi tutte la malattie compreso il cancro.
    Il problema sono le multinazionali del farmaco che sono vere e proprie organizazioni criminali e mafiose.
    Un settore marcio è la cosiddetta oncologia:140000 persone muoiono ogni anno in Italia per tumori e queste potrebbero essere salvate con la medicina naturale (in primis la digiuno terapia).

    Ora vorrei parlare di un tema che mi sta a cuore e cioè la costruzione della democrazia totale (una volta veniva definita socialismo).
    Nessun paese al mondo ha ottenuto la democrazia economica e quindi nessuno ha unito la democrazia politica con la democrazia sociale e la democrazia economica.
    I paesi nordici Svezia,Norvegia,Finlandia,Danimarca,Olanda hanno unito la democrazia politica con la democrazia sociale ottenendo un capitalismo umano ( ma sempre capitalismo è con lo strapotere delle multinazionali).
    Nella mia regione.l’Emilia Romagna avevamo il 60% degli asili pubblici d’Italia e la seconda sanità pubblica del mondo.
    Le cooperative possono abbassare i costi per unità di prodotto e cioè produrre a costi inferiori a quelli del capitalismo specializzando ulteriormente l’azienda socialista.
    Nell’economia rinascimentale (dal 1200 al 1600) l’economia era di tipo artigianale:l’artigiano produceva il suo prodotto nella sua bottega e lo rivendeva.
    I garzoni che lavoravano presso di lui imparato il mestiere mettevano su la loro botteguccia e cosi’ per 4 secoli.
    All’inizio del 1600 vi erano chiari segni di saturazione del mercato e quindi il rischio di ritornare alla società feudale:la divisione del lavoro abbassò i costi di produzione ed ampliò il mercato portando a livelli di vita molto migliorati rispetto a prima.
    Il capitalismo si è diviso in aziende di produzione ,di distribuzione ed in aziende dei servizi.
    Queste 3 tipi di aziende capitalistiche sono costituiti da 4 settori e cioè:produzione,acquisti,vendite ,distribuzione.
    Se portiamo un’ulteriore specializzazione dell’azienda socialista e la spacchiamo in 4 e cioè creiamo aziende di sola produzione ,di soli acquisti.di sole vendite e di sola amministrazione questa ulteriore specializzazione dell’azienda socialista abbasserà i costi anche rispetto alle aziende capitalistiche (purtroppo le aziende cooperative sono copie delle aziende private e quindi non sono più efficienti)
    Ringraziando per lo spazio ottenuto vi saluto,vostro
    Massimo Zanardi

  2. Francesco Francesco ( User Karma: 2 ) says:

    Viviamo in un momento in cui, la crisi finanziaria ed economica iniziata nel 2007 (alla vigilia della nascita del PD) continua e raggiunge in alcune aree del pianeta proporzioni drammatiche che si ripercuotono drasticamente anche sull’Italia e sull’Europa. Per non parlare degli stati Uniti D’America con l’effetto Trump.

    In questo scenario non possiamo permettere che QUESTO CONGRESSO sii l’ennesima occasione sprecata e non il momento di impegno per rifondare il Partito Democratico rilanciandone la sua funzione riformatrice e progressista.
    Occorrono dunque ragioni e pulsioni ideali che riprendano a far vibrare il cuore e l’anima del dibattito congressuale, dei militanti presenti nella vita del partito nonché dei tanti cittadini che seguono con interesse la sua evoluzione, dopo la scissione inseguita con ostinazione per mandare via chi la pensa in maniera diversa.

    Il PD ha un DNA che lo identifica come partito della comunità, del popolo, della partecipazione attiva dei cittadini. Non della LITE, degli IMBROGLI, dell’uomo solo al comando, dell’io come, purtroppo, passa nell’opinione pubblica.
    Siamo diventati un partito troppo pulito, un partito di chi ha già e vorrebbe di più, un partito che non si sa più contaminare con la sofferenza, CON LA POVERA GENTE, CON I DISOCCUPATI, CON CHI NON ARRIVA ALLA FINE DEL MESE. Invece dovremmo essere un partito con le mani sporche, sporchissime della sofferenza di chi non c’è la fa, dei giovani che non hanno né un presente né un futuro, di chi non riesce a curarsi, di chi non riesce ad avere giustizia.
    COSA VOGLIAMO FARE?
    ASPETTARE CHE TUTTO IL NOSTRO ELETTORATO CADA DALLA PADELLA DELL’INDIGNAZIONE ALLA BRACE DELL’INDOLENZA?

    VOGLIAMO ESSERE IGNORATI, DIMENTICATI?

    VOGLIAMO ESSERE L’ENNESIMA ILLUSIONE, L’ENNESIMA INUTILE PARENTESI DELLA POLITICA ITALIANA?

    NO CERTO !!! IO NON VOGLIO QUESTO !!!
    Voglio discutere, provare a ri-trovare la nostra identità, attraverso la stessa forma e l’organizzazione del partito che deve rendere fruibili e partecipati i circoli sul territorio e valorizzare non solo tutti gli iscritti, ma anche i cittadini che in forma singola o associata siano coerentemente interessati a contribuire agli obiettivi programmatici, disponibili a fare con e dentro il PD anche solo un tratto sperimentale del loro percorso di libero impegno politico e sociale.
    Un partito, che sappia principalmente accogliere e mettere in relazione tra loro idee e competenze, per incanalarle verso le mete condivise di cambiamento, per una società più laboriosa, più progressista, più giusta.
    ECCO COSA DOBBIAMO FARE.
    Certo oggi questo si poteva fare insieme con tutti quelli che hanno contribuito alla nascita del PD.
    Io voglio poter parlare adesso, non solo di chi debba essere il segretario ma di cosa il mio partito pensa,
     Delle banche che non danno credito ai giovani con contratti precari.
     Delle finte partite iva,
     Della flessibilità che esiste solo in uscita.
     Del fatto che i padri di oggi possono dare qualche risposta ai figli
    ma che questi figli di oggi, padri domani, non potranno dare ai loro figli.
     Di chi occupa le case perché l’edilizia popolare è satura.
     Di chi pensa, e stanno diventando la maggioranza, che la politica sia solo un gioco inutile.

    Ed ancora:
     Quale identità ha la principale forza della sinistra di questo paese?
     Quale è la nostra idea di futuro per il territorio e come vogliamo organizzarci per concretizzarla.
     Quale futuro per l’organizzazione socio-sanitaria dal paese?
     Quale modello di piano di gestione dei rifiuti promuovere?
     Quale nuovo modello di sviluppo, basato sulla sostenibilità, promuovere per uscire dalla crisi a partire dall’UTILIZZO DELLE INFRASTRUTTURE DISPONIBILI E DI QUELLE DA PROGRAMMARE E PROGETTARE
     Come organizzare il partito per permettere alla sua base e ai Circoli territoriali di incidere sulle scelte di governo locale
     Come innovare ulteriormente e come radicare ancora di più il Pd praticando il modello federalista scritto in statuto e non ancora attuato.
     Quale gestione economica e finanziaria del partito praticare?
     Come si pensa che il Pd debba organizzare un campo ampio di forze politiche, associazioni, movimenti, e quant’altro che si impegnino per un progetto comune per il paese in funzione delle prossime elezioni?

    Di questo dobbiamo parlare in questo congresso.

    Parlare dei temi cruciali per il governo del territorio e per il futuro del partito stesso.
    Avrei voluto farlo in una discussione PIU’ AMPIA ma purtroppo è andata così.
    POSSONO GOVERNARE IL PAESE, LA REGIONE, LA PROVINCIA E LA CITTÀ?

    ALLORA AVANTI CHI HA CORAGGIO. CHI VUOLE dare alla nostra gente, che abbiamo fatto soffrire fin troppo facendogli vivere l’esperienza, della scissione ed ora dobbiamo dargli la possibilità di ritornare a credere in qualcosa, in valori, in idee, NEI NOSTRI VALORI, NELLE NOSTRE IDEE. IN UN PARTITO CHE INCLUDE E NON ESCLUDE. DI COME DICE MICHELE DEL NOI E NON DELL’IO.

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Francesco, fai un’analisi assai condivisibile del presente. E poni domande importanti. Come avrai visto i temi sociali sono al centro della nostra Mozione congressuale: lavoro, welfare, ambiente, europa e tanti altri che ogni giorno viviamo con preoccupazione. Qui trovi quelle da cui vogliamo ripartire. Dobbiamo tornare ad essere il partito delle periferie, della strada, di quelli che non contano. Non delle banche o della finanza. E solo così recuperemo il rapporto con il nostro popolo. Lottiamo, queste primarie sono importanti per cambiare la linea politica del PD dopo una stagione di perdite e di fallimenti. Contiamo sul tuo sostegno! Grazie

  3. Mario Capasso ( User Karma: 1 ) says:

    io credo che la gente meriti più di una tessera di partito. In molti vedono il PD come una struttura di potere e se si vuole essere veramente aperti a tutti, si dovrebbe avviare anche un percorso associativo ( NO CORRENTI ) dove i cittadini possano vivere la politica, possano avviare ed inoltrare proposte in ambito locale, regionale e nazionale, una struttura che faccia attività sul territorio e che sia fonte di aggregazione e partecipazione di per tutti e per tutte le età. Chi oggi vota m5s lo fà perchè si sente parte attiva di un sogno. Il PD, fino ad oggi, ha offerto le tessere come in un ufficio di collocamento…. e questo ha generato flussi di potere e voto clientelare. Se si vuole veramente cambiare il pd bisogna creare delle basi nuove. L’associazione ascolta le proposte, le elabora, le struttura e le segreterie del Pd le inoltrano alle amministrazioni. Fare collaborare cittadini e politici è e sarà la chiave per un ritorno alla partecipazione politica. Buona giornata a voi tutti

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Caro Mario, hai ragione. Infatti, vogliamo provare a cambiare radicalmente questo sistema. Un partito votificio non lo vogliamo più. Vogliamo rovesciare la piramide, partire dai circoli del territorio, dalla partecipazione dal basso e così determinare i programmi e tutte le scelte importanti. I circoli devono essere come le associazioni, aperte ai tanti giovani che fanno volontariato. Una piattaforma come questa dovrebbe essere lo strumento base di ogni iscritto, per potere partecipare, essere consultati, essere collegati agli eletti. Questi sono punti essenziali della nostra mozione. Dacci una mano, un abbraccio!

  4. Domenico ( User Karma: 1 ) says:

    Caro Presidente,
    la situazione del PD in questo periodo è alquanto controversa, proporre un cambiamento è a dir poco doveroso per chi ha a cuore la sopravvivenza di ideologie storiche ma non nostalgiche (come ha ironizzato qualcuno a Torino). Decidere di contrastare la candidatura ad un personaggio,certamente carismatico, che ha fatto ed ancora fa della sua oratoria il suo punto di forza, non è stata da parte sua una scelta facile.Ma la sua determinazione che certamente non basterà a farle vincere le primarie sicuramente farà in modo di ridurre l’arroganza del Giovane Rampante che in questi 1000 gg. ha creato più danni che benefici . Non sono mai stato un pdiessino, ma mi sto avvicinando in punta di piedi e ci salterò dentro se avrete la fortuna, fra poco,di cambiare segretario. Spero che lei abbia un consenso tale da portare la voce del sud e in particolare della Puglia ai toni alti della politica.

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Grazie Domenico, dacci una mano, insieme possiamo cambiare il PD.

  5. Amedeo Venturiero ( User Karma: 1 ) says:

    Caro Sabino,
    almeno tu hai tentato dall’interno di portare le tue idee per poter cambiare qualcosa io, non sono riuscito neanche io ma nel mio caso la storia è diversa proprio perché non in linea con i diktat di qualcuno, non mi hanno permesso neanche di far parte del direttivo salvo poi chiamarmi tutte le volte che serve lavorare è contribuire per aperture di comitati, primari, campagne elettorali ecc.
    In quei casi gli “eletti” del direttivo non si sporcano le mani certo non tutti.
    ecco perché credo nel NOI di Emiliano perché con l’IO mi sono stancato è come me tanti altri vedi le fuoriuscite dal Partito ( anche se preferisco combattere dall’interno) ed il calo dei tesseramenti.

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Caro Amedeo, tantissimi compagni e compagne hanno lasciato il PD in questi anni, proprio perché non sono coinvolti, e non hanno modo di contribuire alle scelte ed alle decisioni. Abbiamo una idea diversa, e la stiamo proponendo e portando avanti, come sai, anche con coraggio. Questo partito non può continuare ad essere il partito di un uomo solo al comando. Questo congresso è l’occasione per cambiare il PD e mettermi in gioco insieme a tutte le persone che come te credono nella partecipazione, nell’autentico impegno, a partire dal proprio territorio. Un abbraccio, e dammi una mano!

    2. Angelo Bini ( User Karma: 0 ) says:

      Caro Michele, se vuoi posso darti un consiglio e inviarti una proposta organica. Se vuoi mandami tua e-mail. Sono dottore commercialista e studioso del pensiero economico. Ciao.

    3. Angelo Bini ( User Karma: 0 ) says:

      Caro Michele, da anni non riesco più a leggere per cui intervento sulla base dei media. Sono comunista. Voterò comunista. Alle primarie se possibile ti voterei.

  6. Massimo Zanardi ( User Karma: 4 ) says:

    Voglio dare il mio contributo di idee per un nuovo partito che veda nella partecipazione della gente la cosa più importante in quanto democratici e di sinistra (mi è piaciuto Emiliano quando ha detto che il Partito Democratico deve essere collegato ai valori della resistenza).
    Mia madre Ivonne è stata premiata pochi giorni fa in comune nel mio paese,come partigiana e considerando il forte contributo alla lotta partigiana della mia famiglia,suo marito Andrea cioè mio padre ,5 volte in galera,suo padre Gaetano cioè mio nonno anche lui 5 volte in galera cosi come suo zio Ulisse e suo cugino Eugenio che andò in galera la prima volta all’età di 16 anni.
    Ma ora vorrei dare il mio contributo di idee per una nuova medicina,in quanto quella attuale è in mano alle multinazionali del farmaco ed in pratica tolti i prograssi effettuati nella chirurgia, nelle fratture e nella scoperta degli antibiotici ben poco rimane.
    E’possibile già da ora ridurre le spese sanitarie del 70-80 per cento ed allungare la vita delle persone fino a 100 anni tramite gli studi sulla ghiandola pineale del dottor Walter Pierpaoli utilizzando sostanze come la melatonina,ilTRH e l’epitalamina.
    Correggendo poi l’ipotiroidismo da cui è affetta la quasi totalità della popolazione ed agendo sulla ghiandola pineale con la melatonina si prevengono quasi tutte le malattie e si allunga la vita delle persone fino a 100 anni.
    il problema sono le multinazionali del farmaco che sono delle vere organizzazioni criminali e mafiose.
    Un settore marcio è la cosiddetta oncologia;140000 persone muoiono ogni anno in Italia perchè colpite da un tumore e queste potrebbero essere salvate con la medicina naturale (in primis la digiunoterapia).
    Ora vorrei parlare di un tema che mi sta a cuore e cioè la costruzione della democrazia totale (una volta veniva definita socialismo).
    Nessun paese al mondo ha ottenuto la democrazia economica e quindi nessuno ha unito la democrazia politica con la democrazia sociale e la democrazia economica.
    I paesi nordici Svezia,Norvegia,Finlandia,Danimarca,Olanda hanno unito la democrazia politica con la democrazia sociale ottenendo un capitalismo umano ( ma sempre capitalismo è con lo strapotere delle multinazionali).
    Nella mia regione,l’Emilia Romagna avevamo il 60 per cento degli asili pubblici e la seconda sanità pubblica del mondo.
    Le cooperative possono abbassare i costi per unità di prodotto e cioè produrre a costi inferiori a quelli del capitalismo specializzando ulteriormente l’azienda socialista e spaccandola in 4 cioè aziende di produzione,di acquisti,di vendita e di amministrazione:questa ulteriore specializzazione dell’azienda socialista abbasserà i costi anche rispetto le aziende capitalistiche (purtroppo le aziende cooperative sono copie delle aziende private e quindi non sono più efficienti).
    Ringraziando per lo spazio ottenuto vi saluto Massimo Zanardi

  7. MEATTINI PAOLA ( User Karma: 1 ) says:

    Condivido pienamente quanto scritto sopra e aggiungo che l’uomo solo al comando proprio solo non è stato… guidato da delle logiche di strust economico puramente speculativo ha annientato ogni forma di libertà di scelta e giustizia sociale, rallentato enormemente le tecnologie innovative per il cambio di rotta sull’ambiente. Ha puntato tutto sullo sfruttamento del territorio e l’annichilimento delle libertà individuali (la fissa sulle vaccinazioni ne è un esempio quando il vero problema sanitario sono le inefficienze territoriali e lo strapotere dei direttori sanitari e le lobbies medico/farmaceutiche)… in ogni territorio ci sono enormi problemi strutturali e logistici che Portano inevitabilmente ad una pendolarità su gomma.infinita e per tutto… territori martoriato e sfruttati senza alcun monitoraggio reale sulle compromissioni sulla salute umana… una politica che non cerca il confronto ma solo volta ad annichilire la libertà con la tattica del terrorismo psicologico… è ora di smetterla con questo atteggiamento affaristico arrogante e supponente che offende il popolo… basta con questo atteggiamento di offesa costante che va dal populismo alle leggi contro la libertà di stampa… io personalmente credo che con Emiliano si ristabilisca un può di buonsenso, collaborazione, difesa del territorio e delle fasce più deboli della popolazione… necessaria sarà una redistribuzione della ricchezza… Marchionne (esempio estremamente negativo) ha insegnato che il buon imprenditore non è colui che cambia paese e licenzia ma colui che riesce nella sua imprenditorialità collaborano con i propri operai e costruendoci insieme il benessere di un intero territorio.

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Cara Paola, dobbiamo cancellare il Jobs Act e lanciare un nuovo piano per l’occupazione. Non è abbassando le tutele che si crea lavoro. Non è con i voucher! Nella nostra Mozione trovi le nostre proposte per il Lavoro. Un abbraccio!

  8. sabino pesce ( User Karma: 1 ) says:

    Sono stato il primo segretario del PD della mia città, e per 5 anni ho cercato di cambiarlo dall’interno, devo dire con molto lavoro ma con pochi risultati proprio perchè il partito stava seguendo quella deriva che oggi con la mozione Emiliano si vuole arginare e correggere. Per questo ci saremo

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Grazie Sabino, dobbiamo riportare tanti compagni a casa, il PD deve ritornare ad essere un partito aperto e accogliente. Contiamo sul tuo sostegno!Grazie

  9. Edoardo.principe.95@gmail.com ( User Karma: 1 ) says:

    Caro Presidente Emiliano,

    sostengo su molti punti la sua idea di partito e di leader ship. Ritengo infatti che negli ultimi tempi, siamo stati abituati a un’eccessiva e prorompente figura del segretario, molto spesso incurante delle voci discordanti, anche se minori alla linea guida, instauratasi dopo le primarie del 2013. Sicuramente, se queste fossero state ascoltate quelle voci, o almeno non fossero state assecondate le remore di quella minoranza, oggi non vedremmo la sinistra ancora una volta indebolita. Bisogna mettere fine a questo frantumazione delle correnti riformiste e progressiste del nostro paese. Un punto di partenza, che vorrei porgere all’attenzione vostra, è quello di una eventuale revisione del nome di questo partito. Cambiamento non solo dell’immagine, ma icona di un cambiamento di spirito, che racchiuda in sè due macro sfaccettature della sinistra italiana quella di derivazione socialista e quella di matrice ulivista. Vorrei che il nostro partito, da questa fase di perturbazione, uscisse con ideali figli di un solido partito di Sinistra. Perchè non ci possiamo riunire sotto un’unica egida: la Social-Democrazia.

  10. Lorenzo Tecleme ( User Karma: 0 ) says:

    Un partito deve essere solo in ultima istanza quel soggetto che si presenta alle elezioni: i circcoli devono tornare ad essere un luogo aperto a tutti, una comunità che organizza raccolte alimentari per le famiglie bisognose e cineforum per la cittadinanza, dibattiti per informare e spazi autogestiti per studenti. Devono essere la base da cui possano nascere collettivi studenteschi, associazioni ambientaliste e culturali. Devono essere luoghi vivi, quanto di più lontano da centri di potere. Questo sarebbe, finalmente, un partito!

  11. Giuseppe Falcone ( User Karma: 0 ) says:

    Caro Presidente dal momento che si deve dare una rigenerata a questo partito costituito da più anime più pensieri più idee farlo diventare il NOI e mettere al centro la partecipazione di molti militanti e appassionati come me che non sono iscritto a nessun partito politico ma partecipo appassionatamente,perche non si organizzano più assemblee di circoscrizione come fanno i testimoni di Geova e in quelle assemblee illustrare ai partecipanti progetti riforme e al tempo stesso farlo diventare un seminario politico e una volta all’anno assemblea nazionale dove oltre al seminario illustrare l’operato sia del partito che del Governo

  12. Stefano Piccoli ( User Karma: 0 ) says:

    Allo Staff della Mozione Emiliano,
    desidero segnarvi un articolo molto interessante apparso su Repubblica.it (autore Giampaolo Visetti) circa movimenti civici di Centrosinistra che si stanno costituendo in Veneto per affrontare le Elezioni Amministrative del prossimo Giugno. A Belluno ad esempio un’esperienza di questo tipo sta già governando la città con il Sindaco Jacopo Massaro (che si è ricandidato) e si sono costituite anche a Padova e Verona, dove correranno come concorrenti al Partito Democratico, alle Destre e al Movimento 5 Stelle. Si tratta di esperienze politiche locali che seguono l’onda lunga delle “liste arancioni” (come quella di Pisapia a Milano nel 2011), ma questa volta sono in opposizione al Pd “renziano”. Dato lo spirito improntato al dialogo e alla costruzione di ponti con le tutte le realtà del Centrosinistra (molti appartenenti a queste liste sono usciti dal Pd e posso, DEVONO essere recuperati) che la Mozione Emiliano rappresenta ho pensato di fare questa segnalazione che spero possa essere utile.
    Il link dell’articolo è:

    http://www.repubblica.it/politica/2017/04/12/news/il_prof_di_padova_che_sfida_lega_e_dem_cosi_dai_cittadini_riparte_la_sinistra_-162778522/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P7-S1.6-T1

  13. Stefano Dominici ( User Karma: 0 ) says:

    Concordo,
    il PD è il nostro partito, temo che si sia tradotto in un votificio domenica scorsa.
    Sabato sono venuti tre delegati a parlare dei candidati al circolo Roma I municipio Esquilino Celio e sono stato profondamente deluso dai monologhi con storia e referenze (come se non conoscessimo la storia degli ultimi anni) senza parlare di futuro programmi indirizzi, la scaletta che prevedeva solo questo il successivo dibattito è avvenuto senza i interlocutori dei candidati(come se contasse solo il voto e non le idee).

    Purtroppo si parla molto e si fa poco con idee vecchie e decontestualizzate, personalmente sono anni che propongo idee anche in sedi istituzionali a politici sordi per questo mi sono iscritto al PD nella speranza che ripartendo dalla base si potesse fare qualcosa, ad oggi l’unica cosa che ho potuto fare è stato dare la mia fiducia a Michele Emiliano che spero continui la lotta interna al partito e nelle istituzioni per restituirci la rappresentatività e la democrazia.

    Grazie.

  14. Stefano Piccoli ( User Karma: 0 ) says:

    Allo Staff della Mozione Emiliano,
    non so se questa sia la sezione adatta per inviare questo intervento, ma desidero darvi testimonianza della votazione in un circolo Pd di San Bonifacio (Vr) al quale sono iscritto e di quanto ho appreso circa la tendenza nella zona in cui abito. Nel precedente congresso aveva prevalso la Mozione Renzi, mentre in questo congresso la somma dei voti della Mozione Orlando ed Emiliano (che ho votato solo io) ha superato i voti della Mozione Renzi. Tendenzialmente Renzi raccoglie voti tra gli iscritti più in là con gli anni. Dico questo con il dovuto rispetto ovviamente, perché tutti i voti e tutti gli iscritti hanno pari dignità, sottolineo solo che dalla mia esperienza Renzi non attira i giovani (io ho 32 anni), diversamente da quanto afferma la “propaganda”. Ho apprezzato sia la Mozione Orlando che la Mozione Emiliano perché focalizzano l’attenzione sul partito e sugli iscritti ed elettori, sulla loro importanza e sul loro rispetto, ho votato Emiliano perché imprime una scossa più forte, una soluzione di continuità più netta alla gestione del Pd di questi ultimi anni.
    Questa è l’opinione che ho espresso nel Circolo:

    Il Congresso 2017 ci pone inevitabilmente a confrontarci e a giudicare la figura dell’ex Segretario ed ex Premier Matteo Renzi: la personalizzazione della politica, a cui anche il nostro ex Segretario ha dato un contributo decisivo, porta inevitabilmente ad una polarizzazione povera di contenuti ed un clima da campagna elettorale continua. Personalmente pur non avendolo mai votato alle Primarie, speravo che la promessa carica d’innovazione e cambiamento portasse qualche rinnovamento vero nel partito. Invece a mio avviso il cambiamento è stato solo di facciata, teso a creare una rete di potere personalistico auto celebrativo che ha guardato principalmente ad alcuni gruppi di potere economico, lasciando inevasi gli aspetti di maggiore equità a cui il Pd (e il programma delle elezioni 2013) dovrebbe puntare. Non voglio usare questo spazio per fare una paternale o individuare capri espiatori a livello Nazionale, ma credo che questo fase politica del Pd abbia ulteriormente accentuato la crisi di iscrizioni e la fuga di militanti del nostro partito e la sensazione di trasformarci in comitato elettorale, con gli iscritti “usati” solo per applaudire il leader di turno. Un leaderismo esasperato sta minando il centrosinistra e porta milioni di elettori verso l’autoritarismo cieco e sordo di Grillo: credo che occorra un cambio di passo radicale nel Pd, volto a ritrovare una tensione verso la giustizia sociale, un atteggiamento di non occupazione della Istituzioni e aziende di Stato con la pura logica della fedeltà e soprattutto verso il recupero del dibattito democratico nel Pd e tra la forze di Sinistra. Ritrovo queste istanze maggiormente nella Mozione di Michele Emiliano, che voterò.
    Stefano Piccoli.

  15. raffaele cannovo ( User Karma: 0 ) says:

    condivido visione di fondo ed obiettivo, per il resto il fattore fondamentale è quali sono gli strumenti da utilizzare per fare politica? nuovi strumenti? la piattaforma on line sulla quale ognuno può partecipare proponendo idee? eh no così non va… intendiamoci io non solo voto emiliano, ma sono già impegnato a promuoverlo tra tutte le persone disponibili a dialogare che incontro… questo perchè il partito sta morendo inesorabilmente grazie a renzi, ma in realtà già da prima, un uomo solo non può distruggere un gruppo autoregolato e consapevole del proprio compito: sarebbe stato emarginato se fosse stato solo lui il problema…
    dunque qual’è il problema? (avreste dovuto includerlo della visione generale di cui sopra…) per me è la diminuzione progressiva della RAPPRESENTATIVITA’ degli eletti, non come dice cuperlo la rappresentanza (che è struttura, ma la funzione!) e neppure la partecipazione diretta come dicono m5s (o sarebbe più giusto chiamarli “grillini”…), non ottieni rappresentatività con strumenti “mediatici” così come non ottieni una casa mescolando tutto insieme: mattoni e cemento con il mobilio, tv, frigo ecc, perchè c’è bisogno di organizzazione, ovvero organizzare il confronto tra le persone, premesso che si possano ancora accogliere nei circoli… il confronto è formazione, è scambio e crescita per ogni partecipante, giungendo a sintesi condivise e corroborate con la realtà di quanto proposto… purchè si riesca ad avere il coraggio di aspettare che “la mela maturi”.
    in altre parole non si può fare a meno di gruppi politici, anche con identità diverse, ma organizzati sussidiariamente; se si è capaci di tornare a fare questo il pd ha un ruolo nella politica italiana sennò il rischio è di perdere non solo il pd ma ciò che resta della democrazia in italia…
    il testo che avete proposto è prolisso ed incompleto, idealmente scopiazzato da gramsci, ma manca di concretezza organizzativa. in un partito equilibrato non ci sarebbe stato spazio per la scalata di un “chiacchierone arrivista” appoggiato da berlusconi da una parte e da CL dall’altra… sponsorizzato inoltre da speculatori di borsa
    gli strumenti di comunicazione e social usiamoli per far incontrare le persone, per favore non scambiamo i mezzi con i fini…

  16. Umberto Pivatello ( User Karma: 0 ) says:

    Per rilanciare l’economia e creare nuovi posti di lavoro in questo momento storico di competizione globale, l’Italia deve investire almeno il 2% del Pil nella ricerca scientifica, in particolare in quella di base. Se non si capisce questa ovvietà e quindi si preferisce restare al di sotto di questa soglia (argomentando che non ci sono più soldi in cassa quando invece ci sono eccome se ci sono) vuol dire condannare il Paese ad un progressivo impoverimento, che diventerà sempre più visibile e pesante nei prossimi anni.

  17. Maria Giuseppina Vitali-Volant ( User Karma: 2 ) says:

    Cari, il PD non sta aiutando il voto degli iscritti e non all’estero. Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione dalla Direzione e anche il mio ottimo segreatrio del circolo di Parigi non sa darmi risposte; A Bruxelles neanche, ma forse il ministro Orlando, in visita elettorale al circolo e per approfondire il tema dell’ Europa, faro del suo programma, ha “parlato”! Il mio comitato non sa cosa fare e ha difficoltà a esistere, sto facendo campagna per Michele e non ho risposte per chi mi chiede come e dove votare. Se dovremo andare dal nord della Francia a Parigi o a Bruxelles a votare saranno spese imppossibili da sostenere (circa 150 euro di treno + lo stress per gli anzianie + il tempo). Questo sta favorendo gli altri candidati che sono sostenuti da circoli, patronati, associazioni etc. In questi giorni al Senato si sta dibattendo la questione degli italiani all’estero. Soggetto importante a mio giudizio e che il Governo, nonché il PD stanno affrontando male. Grazie di intervenire con la Direzione del PD per il voto.

  18. Francesco Muia ( User Karma: 0 ) says:

    Renzi è arrivato come il rottamatore la persona che avrebbe fatto vincere il PD il Leader che guardava a futuro rottamando il passato. Poi arrivato al Governo con un colpo di mano portando con se il vento del nuova ha da prima difeso il ministro Boschi nel caso Etruria dimenticando l’art. della nostra Costituzione a riguardo, poi il referendum sulle trivelle sempre dimenticando l’articolo della Costituzione che tutela l’ambiente e invitando gli Italiani a non votare, poi la riforma Costituzionale e la legge elettorale Italicum dichiarata Incostituzionale. Il PD è la sintesi delle forze socialiste democratiche quelle forze che hanno dato vita al risorgimento fino alla resistenza non si poteva cambiare la Costituzione perchè è frutto di queste lotte, lotte del passato per guardare il futuro bisogna anche guardare al passato perchè si è figli di quel passato lui a cercato di rottamare quel passato e ha perso ora non può essere il segretario perchè con le sue azione ha negato il passato.

  19. Francesco Maria Esposito ( User Karma: 0 ) says:

    Segnalo che nel programma manca un elemento fondamentale di cui nessun partito politico italiano (esclusi Fanfani, Einaudi e Fiorentino Sullo) ha capito la straordinaria importanza per lo sviluppo sostenibile o, nella dizione più nuova, per la “sostenibilità dello sviluppo”.
    Si tratta delle POLITICHE ABITATIVE che rappresentano la più grande differenza tra ITALIA e paesi del nord Europa, che proprio grazie ad esse non hanno risentito di questa crisi storica. La speculazione immobiliare è stata causa principale del più grande disastro socio-economico italiano e la predisposizione ad essa, dopo il passaggio all’euro, ha portato i prezzi in bolla immobiliare. Situazione Italia adesso social HOUSE 4,5% contro Paesi Bassi o Danimarca fino al 33%, prezzi case nelle principali città media Italia 3700 euro/mq, Berlino 1700. La differenza si ripresenta sui costi degli affitti. Nel 2001 su un reddito di 5 milioni al mese il costo abitativo incideva tra il 15 e il 20%. Dopo l’eurochangeover su un reddito di 2650 euro il costo abitativo in affitto o in acquisto incide tra il 38 e il 50%.
    Se tutto è assorbito dalla casa come può risalire il Pil, creare nuova occupazione, ridurre il debito pubblico, ridurre il rapporto debito pubblico/Pil.
    Nuove idee sulle POLITICHE ABITATIVE saranno indispensabili per uscire dalle sabbie mobili.
    Per questo occorrerà una visione verso il passaggio dal l’urbanistica di mercato, all’Urbanistica sociale di mercato che fa perno su una idea di Edificabilità bene comune permette di rimettere e tenere in equilibrio i reddito con i costi abitativi, passaggio indispensabile per cominciare a costruire un motore-economico-Italia non più aggredibile da bolle immobiliari verso la risposta cerca di quel difficile percorso che conduce e assicura la “sostenibilità dello sviluppo”.

  20. Lucio Russo ( User Karma: 0 ) says:

    Ciò che mi ha più deluso di Renzi e del PD è l’incapacità (o la non volontà) di incidere davvero ed efficacemente sui privilegi delle caste e sui vecchi e stantii riti della burocrazia. Non è cambiato nulla. Per rinnovare il contratto dei dipendenti pubblici, ad esempio, basterebbero tre o quattro mesi; invece si procede coi soliti lenti riti che durano, con la complicità dei sindacati, anni. Nei Ministeri continuano a spadroneggiare i vecchi burocrati (spesso magistrati che anziché occuparsi di amministrare la giustizia, sono prestati alla politica)che bloccano o rallentano qualsiasi seria e reale innovazione anche quando allo Stato non costerebbe quasi nulla. Mi viene in mente, tra i tanti esempi che si possono fare, la vicenda dell’aumento del numero dei notai (erano i tempi del Governo Monti, se non sbaglio), cui avrebbe dovuto far seguito, in tempi brevi, la copertura dei nuovi posti (di cui avrebbero tratto giovamento tanti giovani studenti) mediante concorsi. In realtà, ad oggi, molte di quelle nuove sedi sono ancora vacanti perché i posti a concorso sono volutamente inferiori a quelli disponibili e perché le procedure concorsuali sono volutamente troppo lente. Al di là dei proclami, non è cambiato nulla o quasi. Oggi, non voterei più PD perché rappresenta il vecchio modo di fare politica, inconcludente ed opaca.

  21. Cinzia Bertelli ( User Karma: 0 ) says:

    Premetto che mi sento un poco incoraggiante dalla proposta politica di Michele Emiliano soprattutto da un punto di vista emozionale. Perché la situazione politica attuale in Italia è veramente inquietante. Io sono molto preoccupata della minaccia che rappresenta per il paese una possibile vittoria dei m5s. Propongo pertanto di mettere in atto delle iniziative volte a limitare i danni che hanno permesso a dei personaggi arroganti, incapaci, supponenti, cinico di acquisire un larghissimo consenso. Sono disponibile a dare il mio modesto contributo.

  22. Enzo Cerlini ( User Karma: 0 ) says:

    Organizzare nel PD la partecipazione democratica al potere, non solo un generico ascolto. La sovranità del popolo richiamata all’articolo 1 della Costituzione deve realizzarsi anche all’interno del partito. Nelle proposte di Michele Emiliano vedo finalmente un partito in mano ai cittadini non viceversa.
    Propongo in più :
    – lo Statuto della minoranza, che determini le responsabilità di controllo della minoranza interna sulle finanze del partito sulle alleanze e i compromessi che si vanno a determinare; anche la minoranza rappresenta tutto il partito
    – una sola fondazione per il partito, come in Germania per esempio. Le attuali fondazioni sono utili alle peggiori lobby, condizionano il partito e la sovranità dei suoi iscritti in modo antidemocratico
    Valorizzare i circoli stimolandoli e pretendendo:
    Una comunicazione multidirezionale, quindi sia con la direzione provinciale che con gli altri circoli, su temi di interesse comune. Oggi siamo in un contesto di comunicazione unidirezionale, che porta i circoli alla passività intellettuale .
    La produzione di documenti su temi di interesse comune per stimolare o pretendere interventi politici.
    La richiesta di verbali in seguito agli incontri dei dirigenti del PD con gli iscritti, per poter comunicare agli iscritti che non hanno potuto partecipare la qualità del lavoro svolto, e per conoscere e condividere la relazione del dirigente, sui temi trattati, alla direzione provinciale del PD. Il dirigente politico o il parlamentare che viene agli incontri con i circoli prende nota degli interventi e produce una relazione alla direzione provinciale, quel documento deve essere condiviso con i circoli, che fine fanno le richieste dai circoli? Vengono inoltrate? Ricevono risposte?

    Potenziare le primarie con procedure che la difendano da azioni di sabotaggio politico, con formazione di un albo degli elettori, includendo anche chi non è iscritto ma collabora o sostiene il PD, chiudendo le iscrizioni prima delle presentazioni delle candidature. I candidati devono presentare il loro curriculum, i redditi, le proprietà ed eventuali procedimenti aperti con la giustizia penale, civile, amministrativa; in caso di sconfitta nelle primarie, firmare dal notaio l’impegno a non contrastare il vincente e a non uscire dal partito fino ad elezioni concluse.
    Organizzare referendum sui temi rilevanti o su richiesta di un congruo numero di circoli, qualora si vogliano realizzare progetti non previsti nelle proposte e nelle tesi di ha vinto il congresso.
    Una conferenza di organizzazione del partito e delle primarie almeno a livello provinciale.
    Massima attenzione e valorizzazione dei giovani, destinando risorse economiche per la loro crescita, per le loro proposte, responsabilizzandoli.
    No al ” Partito Stato “, distinguere il più possibile il ruolo di chi diventa pubblico amministratore da ruoli negli organismi decisionali di partito.
    Avere un progetto di presenza della politica democratica partecipata sul territorio, incentivando l’utilizzo di sedi comuni con altri partiti se rappresentati in consiglio comunale, in modo che abbiano una loro dignità visto che è attraverso la loro presenza che si arriva ad eleggere gli amministratori locali e nazionali.

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Grazie Enzo, proposte molto interessanti. Questa piattaforma potrebbe servire a realizzare quel collegamento che tu auspichi e quel protagonismo dei territori che è andato smarrito. Abbiamo bisogno di partecipazione autentica, di tornare al partito del noi. Quanto dici è assolutamente condivisibile. Un abbraccio e grazie per il tuo sostegno!

  23. Andrea Cassaro ( User Karma: 0 ) says:

    Buongiorno mi sono appena iscritto e provengo da una famiglia comunista legata a uomini del calibro di Enrico Berlinguer o Aldo Moro o altri che hanno veramente lottato per i diritti del popolo. Non sono un praticante politico, un po per scelta “molto impegnato con il lavoro” un po perché la politica anzi i politici mi hanno veramente stancato. Mi ricordo che mia madre e mio padre mi dicevano sempre..”Andrea è importante andare sempre a votare per il diritto di democrazia”. Ebbene li ho delusi certamente anche se loro non ci sono più da tanti anni. Ebbene Emiliano mi ispira molta fiducia e l’unica cosa che posso dire, è che avrà il mio completo appoggio.
    Cordiali saluti
    Andrea Cassaro

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Perche no? Ma anche una quota fissa di quanto versato dagli eletti. Grazie Gisa

  24. giuseppe la francesca ( User Karma: 0 ) says:

    Cari Andrea, Matteo e Emiliano,
    siamo un piccolo Circolo, che in tutti questi anni, con impegno e passione, ha sostenuto le iniziative del Nostro partito, mettendoci quotidianamente la faccia;
    siamo una delle tante centraline di monitoraggio della salubrità pubblica, una delle tante antenne sparse sul territorio, in grado di cogliere i bisogni e le aspettative della comunità locale.
    E’ proprio in tale veste, ci onoriamo di rappresentare la comunità pantesca, che, in spregio del principio costituzionale di uguaglianza sostanziale (art. 3, comma 2), subisce, nella propria quotidianità, continue limitazioni nei propri diritti fondamentali:
    – diritto alla salute: la chiusura del punto nascite costringe le partorienti, dalla 38^ settimana, a trasferirsi presso l’Ospedale di Trapani, stravolgendo la vita familiare, anche in termini economici. Analoga situazione sopportano i numerosi malati oncologici, costretti, periodicamente, a trasferirsi in altri Ospedali per le necessarie cure salvavita.
    – diritto alla mobilità esterna: la mancanza di un porto, nonostante gli ingenti finanziamenti da oltre cinquant’anni, e l’impiego di naviglio obsoleto, da parte di compagnie di navigazione in regime di monopolio, rendono precari e difficoltosi i collegamenti marittimi. Alquanto costosi i collegamenti aerei, pur in presenza di un regime di monopolio (tratta sociale).
    – diritto ad una vita dignitosa: l’elevato costo di carburanti, bombole a gas e beni di prima necessità mette a dura prova la vita delle famiglie.

    Non chiediamo assistenza, ma attenzione ed impegno per la soluzione dei nostri problemi.

    Il nostro vuole essere oggi un invito a venirci a trovare, perché siamo marginalità, vista la distanza dalla terraferma, nella marginalità (isola minore) e perché è facile coniare slogan del tipo “Ripartire dal Sud, dai ceti più deboli”, difficile è metterli in pratica!
    Fiduciosi, Vi aspettiamo.

    Circolo Partito Democratico Pantelleria

  25. Giuseppe Santoli ( User Karma: 0 ) says:

    Caro Michele penso che dobbiamo esplicitare chiaramente la nostra distanza e il nostro disappunto rispetto ad alcune esempi di mala politica di cui esponenti del nostro partito sono complici consapevoli. Per tutti cito la questione Minzolini e la questione dei vitalizi.

  26. Oliviero Signorelli ( User Karma: 0 ) says:

    Caro Michele,

    rispondo cercando di dare una visione generale di quello che si sta vivendo esclusivamente sotto il mio punto di vista.
    Io penso che il Partito Democratico abbia fatto un grosso errore concedendo a Renzi una serie di riforme non compatibili con il nostro paese ma probabilmente attuabili su un paese del Nord Europa.
    L’Italia nel 1999 era la quinta potenza mondiale e questo è un dato di fatto reale.
    Io vorrei rivedere il mio paese nuovamente nelle prime classifiche delle potenze mondiali. Sicuramente questa non è la strada giusta.
    La prima cosa che secondo me sarebbe da fare, è quella di rivedere tutti i trattati in particolar modo Maastricht e Lisbona in quanto fatti in un periodo di prosperità e di forte crescita del nostro paese. Dove L’Italia storicamente e culturalmente e cresciuta grazie il duro lavoro delle piccole e medie imprese artigiane\industriali\agricole e via dicendo che hanno consentito una varietà di prodotti di nicchia e di qualità che gli altri paesi Europei e Mondiali non conoscono.
    Infatti oggi con l’effetto globalizzazione dove viene tutto standardizzato ovviamente cosa succede?
    I prezzi dei prodotti stranieri grazie anche a monete più deboli ci stanno sommergendo vedi esempio Olio tunisino. Per quanto riguarda L’industria è la stessa cosa Francia e Germania sono paesi dove le multinazionali sono sempre esistite in quanto grazie ad accordi internazionali accoglievano grosse società in cambio di lavoro, cosa che l’Italia non ha fatto un piano industriale.
    A questo punto i giovani diplomati e laureati “più bravi”scappano all’estero visto che le prospettive di crearsi un futuro in paese dove non c’è il lavoro è presso che inesistente.
    Per cui se il fine è rimanere in questa Europa così comé allora diventa una lotta di sopravvivenza tra i paesi Europei in quanto ci hanno messo nelle condizioni di creare una economia chiusa in ambito Europeo dove vince il più bravo e forte. Se vogliamo venire fuori da questa crisi e rivedere crescere il nostro paese dobbiamo adottare delle strategie Energetiche ,industriali, agricole tali da poter venirne fuori vincitori, e non come sta accadendo, compressi dalla Francia e Germania.
    Ci sarebbero tantissime argomenti da approfondire al riguardo temi diversi Welfare, scuola e quant’altro, ma l’ultima cosa che mi sento di dire e che al governo ci vogliono persone capaci di trovare soluzioni.

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Ciao Oliviero, grazie per le tue considerazioni. A proposito dei temi che qui giustamente segnali, cosa pensi delle proposte che abbiamo lanciato su Europa, Lavoro, Ambiente? Facci sapere! Un abbraccio

  27. chiara balduzzi ( User Karma: 0 ) says:

    Il TG3 ha oggi trasmesso un servizio sullo sciopero dei dipendenti delle Poste Italiane contro il progetto di totale privatizzazione di questo fondamentale servizio pubblico, che ne comporterebbe l’assimilazione ad una banca, con i disastrosi rischi che già hanno causato rilevanti danni ai piccoli risparmiatori: Le Poste Italiane sono eminentemente il “rifugio” per il risparmio degli anziani pensionati. Qual’è la Vostra posizione al riguardo?

  28. ELIO DI summa ( User Karma: 0 ) says:

    PERCHE’ CON EMILIANO Con Michele Emiliano per avere, finalmente, la possibilità di parlare di meridione, dell’ambiente, del lavoro, degli ultimi,come problema nazionale, a testa alta e non come benevola concessione di chi comanda. Il progetto di Michele Emiliano offre queste opportunità. Da parlare alla gente dobbiamo ritornare a parlare con la gente, dove il ” CON ” sta per confronto, ascolto e condivisione. CON MICHELE SI PUO’

  29. leonardo licomati ( User Karma: 0 ) says:

    Ciao Michele
    di seguito un suggerimento generale non strettamente vincolata al tema del PD come nostro partito

    A mio avviso quello che manca, in tutte le discussioni e confronti ai quali ho assistito/partecipato, è un percorso strutturato, mi spiego meglio, quando si vuole rivoluzionare (o come si dice dalle ns. parti rigirare come un calzino)una struttura, un processo, un’organizzazione bisogna procedere secondo una linea predefinita e pertanto, si devono definire:
    1. la VISION
    2. i macro obiettivi
    3. le strategie
    4. la squadra
    5. le risorse
    5. i tempi di attuazione
    6. le modalità di controllo/supervisione
    7. le modalità per apportare le dovute correzioni

    né più e né meno come si fa per un processo industriale, la logica è la stessa le modalità possono cambiare, ma ripeto la logica è la stessa.

    La mia impressione è che tutti i “partiti”, “organizzazioni” non fanno altro che lanciare slogan più o meno efficaci per bocca dei loro rappresentati o presunti tali…così non funziona…significa navigare a vista o peggio a fiuto

    Personalmente sin’ora non ho ancora sentito nessuno che abbia dichiarato nei fatidici 15″ di corsa dell’ascensore…la propria visione del futuro, la tempistica e dove/come reperire le risorse (umane e materiali)

    Spero che queste riflessioni di getto possano servire
    leonardo

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Certo che servono Leonardo. Noi avremmo voluto che il PD svolgesse una conferenza programmatica prima del congresso proprio per coinvolgere tutti i territori, e costruire un programma dal basso, con quelle caratteristiche che tu giustamente indichi. Non ce l’hanno fatta fare, per la fretta di celebrare un congresso con rito abbreviato. Ci stiamo provando lo stesso, con questa piattaforma, a partire dalle proposte tematiche che abbiamo scritto nella nostra Mozione. Che ne pensi? Un abbraccio

  30. Maria Giuseppina Vitali-Volant ( User Karma: 2 ) says:

    Carissimi, mi sono già pronunciata su altri soggetti qui nnella piattaforma, ho qualche difficoltà ad affrontare il tema del PD perché la delusione è stata grande e cocente. Matteo Renzi – la persona e le sue politiche padronali della peggior specie liberista, le sue cosidette riforme bugiarde – mi hanno spiazzata. Lui con il suo parlare, agire, riprendere le berlusconate sia nella forma che nei principi. Michele Emiliano sta intraprendendo un’impresa ciclopica ma voglio essere con lui e con la sua équipe, poi con gli altri che partecipano alla piattaforma. Ho ripreso la tessera fra le critiche dei miei amici sfiduciati, come atto di amicizia e di fraternità – la Francia!- Io Sono in Francia da tanti anni e faccio parte del popolo un po’ lasciato da parte degli “Italiani all’estero”,sono nel Comites di Lille e da anni mi interesso dell’emigrazione italiana e dell’immigrazione. Un vasto orizzonte a luci fosche. credo che qui e nel resto d’Europa – sono in contatto con altri come me in Belgio, in Inghilterra, in Svizzera…-siamo molto delusi e solitari nel risolvere i nostri problemi. Eppure siamo cittadini a parte intera e fra questi: tanti pugliesi e gente del Sud. Sto cercando di convincere i miei connazionali qui in Francia a venire a votare e per Emiliano, sto creando un comitato ma c’è diffidenza verso il PD e verso questo mondo che è l’Italia contemporanea che alcuni – pochi – conoscono veramente mancando di informazoni sicure e non i soliti AISE con le mondanità del giorno. Il PD ricostruito di Emiliano dovrà riaprire il dialogo che si è interrotto negli anni 2010 con la comunità extra muros. Per ora devo dire che il discorso di Bersani sul PD da Bianca Berlinguer ieri sera non mi ha convinto, il lavoro è il suo motivo ricorrente ma in fondo non si è capito bene cosa vorrebbe fare per risolvere questa tragedia della disoccupazione anche giovanile. Nella mia università arrivano a getto continuo italiani che non troveranno mai una cattedra perché cominciano ad essere troppi e anche altrove, soprattutto nel Regno Unito . Il PD ora si occupa del ministro Lotti, delle uscite infantili dela signora Boschi, del Lingotto, delle kermesse parolaie di Matteo Renzi, dell’Io smisurato di arroganza e di spocchia tralasciando il paese e la sua identità di sofferenza e di coraggio, lasciando agli onesti, che pure ci sono, le difficoltà da affrontare e i problemi da risolvere e sono tanti. Michele Emiliano sta facendo del ricamo al tombolo -ce lo vedete?- per affrontare tutte le sfilature e le magagne del PD di Renzi. Inoltre si va al congresso male, dilaniati e troppo in fretta, anche questo su ordine del signor Renzi rispettando i canoni del Nulla lucente, bella espressione coniata dal nostro Presidente. Le proposte del quale per ricostruire il PD mi convincono ma per convincere i nostri/miei connazionali dovrà inserirci nelle sue riflessioni e nella sua piattaforma. Grazie MGV

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Maria Giuseppina, le tue parole sono arrivate dritto al cuore. Grazie! I circoli e i tanti italiani che vivono all’estero sono una risorsa fondamentale! Invece sono trascurati se non proprio dimenticati! Tanti ci stanno dando una mano proprio per questo, e perché vorrebbero che l’Italia fosse il nostro Partito e l’Europa fosse il nostro Partito. Mandaci le tue proposte ed i tuoi contatti, sei vuoi. Noi siamo con te! Grazie mille.

  31. Francesco Francesco ( User Karma: 2 ) says:

    Il nostro Partito sta perdendo consensi. I cinque stelle in tutti i sondaggi, ma anche nell’opinione comune, godono di una preferenza superiore alla nostra.
    Siamo lontani da quel risultato ottenuto alle elezioni europee che hanno visto l’affermazione del PD con un risultato fuori da ogni aspettativa.
    Una cosa mai verificatasi in precedenza. Abbiamo dato la speranza alla gente è questa ci ha premiati. Ora tutti dobbiamo riconoscere che quella speranza è venuta meno. Un partito che ha tradito le aspettative e che la gente non vede più come interlocutore privilegiato per svariati motivi ma principalmente per la litigiosita’ e la frammentazione che, purtroppo sono ancora in atto.
    Sono partito da queste considerazioni non tanto per ricordare e dare colpe ma esclusivamente perchè è ricordandole che si può ripartire con il piede giusto E perché pensando a tutto questo che dobbiamo, possiamo, finalmente, far nascere e crescere il Partito Democratico lavorando insieme per l’Italia, per la Calabria, per i nostri territori.
    Ognuno di noi deve fare la propria parte, con senso di responsabilità, con chiarezza con senso di appartenenza, senza trasformismi.
    In Calabria, la mia terra, e non solo, c’è bisogno di più politica, di più Partito Democratico, di maggiore responsabilità, nel rispetto dei ruoli e finalmente all’interno di organismi dotati di strutture e regole certe, dobbiamo ritornare a fare politica. Politica vera,
    C’è molto lavoro da fare e non ci dobbiamo tirare indietro. Dobbiamo essere ostinati e convinti nel credere che si può costruire un Partito ed un futuro migliore! Specialmente in Calabria, terra tanto difficile quanto bella.
    Serve un patto che metta le migliori forze a lavorare nel partito per la gente. Quindi tutti insieme, lavorare nel rinnovamento, per il radicamento del partito concepito come una grande forza popolare, presente, con continuità, ovunque la gente vive e lavora e capace di offrire proposte che abbiano un contenuto sempre più visibile e coerente ma, soprattutto, che abbiano solo ed esclusivamente come scopo il soddisfacimento degli interessi generali.
    Un partito che si valorizza nella costruzione del futuro della Calabria, che non accetta che il consenso venga prima delle regole e che lavora per una regione più moderna, trasparente e che ribalti lo stato di arretratezza in cui viviamo.
    In tutto questo è evidente l’importanza del ruolo dei circoli come punto di presenza e di impegno visibile del partito sul territorio e come luogo della selezione della classe dirigente della quale abbiamo urgentemente bisogno.
    In Calabria negli ultimi tempi si è creata una situazione di precarietà e provvisorietà che va immediatamente chiusa se si vuole, come si dice, affrontare con la dovuta serietà una nuova fase.
    Una fase nuova che metta fine alle logiche tutte interne al partito, alle piccole gelosie, alle clientele, al mantenimento della Casta che, di fatto, hanno portato all’immobilismo più totale dell’attività politica.
    Bisogna tendere all’apertura massima ed al dialogo tra noi e con gli altri. Dare spazio alle persone che voglio mettersi attivamente in gioco e che sono disponibili a mettere parte del loro tempo e delle loro competenze al servizio del partito e della regione.
    Abbiamo bisogno di aprirci a giovani e donne, ad intellettuali e professionisti, a gente, che pure c’è, ma che non trova spazio.
    C’è bisogno di ricreare i canali della comunicazione con gli iscritti che sono spesso dimenticati e che non hanno più lo stomaco per digerire tutto quanto gli viene servito e se gli si dice “o ti mangi sta minestra o ti butti dalla finestra” questi preferiscono buttarsi dalla finestra.
    Allora il partito deve ritrovare il piacere dell’impegno e dell’impegno solidale tra noi e gli altri. Riannodare i fili della comunicazione e della partecipazione con gli iscritti e la società civile.
    Ritrovare speranza ed entusiasmo, interesse e motivazione insomma per farla breve riuscire a fare politica vera, Politica con la P maiuscola.
    Ovviamente non si può fare di tutta un’erba un fascio. Ma abbiamo il dovere morale di ammettere che nel partito tante cose non vanno, tante cose non sono mai andate e continuano a non andare.
    Mi permetto di dire, però, che non è il tempo delle accuse ma delle proposte, non il tempo delle divisioni ma dell’impegno. Il tempo di fare le cose sul serio e questo per rispetto alla nostra regione che attende da noi fatti concreti e non parole vuote.

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Grazie Francesco! Con le proposte stiamo provando a costruire un PD diverso, continua a darci una mano.

  32. luigi nigro ( User Karma: 0 ) says:

    Dovremmo:
    Lasciare fuori dalle liste, ed ancora di più dalle responsabilità di partito o di governo, personaggi condannati o chiacchierati, rendendo obbligatorie ed automatiche le dimissioni o le sospensioni dalle cariche.
    Aprire si le primarie anche ai simpatizzanti, ma richiedere loro l’adesione ai principi ed alle regole del partito democratico almeno un mese prima per verificarne almeno l’identità.

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Sui condannati non c’è dubbio, sempre nel solco del garantismo che è un principio fondamentale da salvaguardare. Un abbraccio Luigi!

  33. Celestino Di Corato ( User Karma: 0 ) says:

    Partito di massa “dalla culla alla tomba” di diceva una volta. Semplicemente si deve dare attuazione all’ articolo 49 della Costituzione. Partiti come organizzazioni riconosciute. Primarie obbligatorie a qualsiasi livello e forme di consultazione su tematiche importanti. Partito federale. Su questo tema sono molto vicino all’ ex ministro Barca.

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      grazie Celestino, partecipazione a partire dai territori, dai circoli, dalle federazioni. Dobbiamo però vincere le primarie per farlo!
      Un abbraccio!

  34. andrea del monaco ( User Karma: 2 ) says:

    Oggi, chiunque voglia rifondare la Sinistra, deve azzerare la subalternità del PD di Matteo Renzi e dei socialisti europei all’austerità della Merkel: essa riduce l’Italia, e in particolare il nostro Mezzogiorno, a colonia tedesca. Occorre, in Italia e in Europa, una vera proposta anti-austerità da sinistra che batta le destre sovraniste. Altrimenti vince Salvini. La mia analisi a la7 con cinque tabelle
    https://youtu.be/eaBHdiic484

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Grazie del tuo contributo Andrea! Condividiamo. Guarda la scheda su Europa e facci sapere. A presto.

  35. Carla Foletto ( User Karma: 2 ) says:

    il 50%di persone che ha lasciato un partito in sette anni non sono pochi, sicuro che non ci siano state prevaricazioni? Comportamenti scorretti? Una sorta di bullismo politico? Forse questo aspetto andrebbe approfondito, in modo da mettere a punto un sistema che non permetta eventuali accentramenti individualistici di potere socio-politico, magari tramite strategie indirette che portino eventuali concorrenti ad andarsene per il disgusto. Per esempio si potrebbe regolamentare qualcosa del tipo: chi vuole andarsene è tenuto a motivare la decisione e descrivere eventuali fatti accaduti, magari a un gruppo esterno al partito, ipotizzare un gruppo sopra le parti esterno che riceva segnalazioni e provveda a risolvere eventuali problemi relazionali e le circostanze che li producono. Che una persona arrogante come Renzi sia sostenuta da una così ampia maggioranza che significa? Che i renziani sono riusciti ad eliminare le persone più coerenti? Più corrette? Viene da pensare anche questo no?

    1. Daniela Nieri ( User Karma: 0 ) says:

      Bullismo politico? Se con bullismo si intende prevaricazione, dove abito io è accaduto un po’ il contrario. Una maggioranza (che appoggiava Renzi) e una minoranza che non veniva mai alle riunioni e non faceva altro che criticare sui giornali.
      Penso che per fondare un partito occorra ripartire dall’ a,b,c della convivenza. Un esempio: salutare gli altri quando si va alle riunioni.

  36. GIORGIO BOSI ( User Karma: 0 ) says:

    Ecco mi sento di ringraziare Michele perché offre la possibilita’ di confronto e di alternativa alla situazione attuale del partito-Mi sono dichiarato per EMILIANO ieri sera alla Riunione del Circolo di Pegognaga ed ho mandato alla Gazzetta di Mantova una lettera che mi ha pubblicato -Bisogna rendere attivi tutti i circoli comunali e dare una evidenza agli albi degli Elettori delle Primarie e quindi recuperare tutti coloro che le hanno votate

    1. Antonia eva Rana ( User Karma: 2 ) says:

      Io vorrei proporre un’idea rivoluzionaria…ed eccezionale…data l’eccezionalità e gravità del momento storico in cui viviamo: formare una specie di costituente dove le migliori menti si possano confrontare al fine di rifondare questo paese e l’unione europea che sono malati terminali..con linee guida ben precise:1)lotta alla finanziarizzazione dell’economia…2)lotta quindi contro le povertà e diseguaglianze..3)regolamentazione di questo modello di globalizzazione…4)legalità….legalità…e ancora legalità….a tutti i livelli, con una battaglia senza limiti…perché questo male silenzioso e strisciante oltre che pervasivo ci sta uccidendo.
      Perché insieme e solo isieme possiamo farcela e rendere di nuovo grande il nostro paese nell’unione…e con noi grande l’unione.
      Eva da firenze

    2. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Un abbraccio grande Giorgio, dobbiamo ricostruire il PD sulla partecipazione. Grazie per il tuo impegno.

    3. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      se vinciamo recuperiamo tutti quelli che se ne sono andati e li riportiamo a casa. Grazie di cuore Giorgio!

  37. MICHELE Imponente ( User Karma: 0 ) says:

    La deriva dell’uomo solo al comando di tutto è stato un po’ come voler imitare chi per 20 anni in qualche modo ha schiacciato l’autonomia di pensiero creando una monarchia democratica “Silvio”. Il successore di Silvio è stato un soggetto che inizialmente è stato criticato poi amato dai media e che attualmente è andato per una sua strada personale che ha porodotto errori ed orrori.
    Il PD sembra aver perso quella rotta “sociale” che un partito innovativo e non conservativo dovrebbe avere , una condivisione di idee, e questa è la grande scommessa di questa piattaforma virtuale.
    Ognuno di noi ha abbracciato la filosofia smart dei telefoni, non solo per fare i fighi con gli ultimi trend, ma per connettersi.
    L’allargamento a chi vuole innovare dovrebbe essere sempre nell’attenzione del legislatore, per avere un’idea di come la pensa l’elettorato, un monitoraggio degli umori della base.
    Condivido in pieno questo programma e il rafforzamento e la mediazione con le varie anime del partito per un progetto comune, uno sforzo per questa crescita economica ancora tiepida, un’idea di piano industriale per chi crede che il lavoro possa nobilitare l’uomo.

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Caro Michele, “noi” significa rimettere al centro la partecipazione democratica contro l’idea delle elites e dell’uomo solo al comando. Non è un concetto semplice da far passare, ma noi ci crediamo e lo stiamo costruendo anche con questa piattaforma, che vorremmo fosse proprio il metodo ordinario di iscrizione al PD, per avere il diritto come iscritto di essere ascoltato e consultato. Se non cambiamo, i populismi avranno il sopravvento. Contiamo sul tuo contributo e sostegno. Grazie di cuore.

  38. simone corleo ( User Karma: 0 ) says:

    noi,lavoro sul territorio, piattaforma digitale, condivido tutto.
    Il noi presume una divisione dei poteri che al momento si puo’ attuare solo ripristinando la sovranita’ parlamentare, che al momento e’ solo solo sulla Carta , credo che dipenda dalle leggi elettorali sopratutto la formazione delle liste.

    1. Staff ( User Karma: 6 ) says:

      Grazie Simone, la riforma elettorale… un altro disastro clamoroso! Altro che nominati, noi diciamo primarie per i capilista e preferenze sono indispensabili.

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