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UNA REGIONE DOVE NESSUNO RESTA INDIETRO

In questi anni abbiamo costruito il welfare che non c’era e importanti misure contro la povertà. Ripartiamo dal diritto ad una casa per tutti. Aggiorniamo le nostre politiche a sostegno delle famiglie e contro la povertà, a partire da quella educativa delle bambine e dei bambini. Lanciamo un piano organico contro la denatalità che rafforzi i servizi sociali, la conciliazione vita-lavoro e le politiche attive del lavoro. Difendiamo i diritti di tutte le persone senza discriminazione.

 

Scrivi qui la tua idea di Puglia!

3 risposte a “UNA REGIONE DOVE NESSUNO RESTA INDIETRO”

  1. Come CGIL Puglia riteniamo che, tra le politiche di welfare vadano aggiornate le misure di conciliazione nell’ottica del sostegno allo sviluppo economico e non solo di supporto alle famiglie e agli individui. Quindi misure di sostegno all’occupazione femminile per contrastare anche il forte indice di denatalità che colpisce una regione come la Puglia, fino a qualche tempo fa esente da tale fenomeno, ma anche misure tese ad incentivare le politiche di condivisione del lavoro di cura non retribuito. Vanno potenziate le infrastrutture dei servizi per l’educazione e la cura dei minori, delle persone con disabilità e degli anziani.

    Reddito di formazione come strumento di welfare non limitatamente assistenziale, ma che consenta la responsabilizzazione e l’autodeterminazione dell’individuo, permettendogli di non subire vincoli e limitazioni determinati dalla propria condizione economica e da quella della propria famiglia nelle scelte legate al percorso scolastico ed universitario.

  2. Vanno rivisti i Piani sociali di zona, che si poggiano sulle capacità di spesa e di intervento di Comuni capofila con grossi problemi finanziari e di personale. Occorre un piano di rilancio degli stessi con rilevanti dotazioni di personale dedicato, altrimenti i servizi sono destinati a restare al palo.
    Per quanto riguarda il diritto alla casa, oltre a sostenere la realizzazione di nuovi alloggi popolari, occorre un piano per incentivare la trasformazione del patrimonio immobiliare privato dismesso e in abbandono (soprattutto nei centri storici) in abitazioni ristrutturate per giovani coppie o nuclei in difficoltà.

  3. Vanno rivisti i Piani sociali di zona, che si poggiano sulle capacità di spesa e di intervento di Comuni capofila con grossi problemi finanziari e di personale. Occorre un piano di rilancio degli stessi con rilevanti dotazioni di personale dedicato, altrimenti i servizi sono destinati a restare al palo.
    Per quanto riguarda il diritto alla casa, oltre a sostenere la realizzazione di nuovi alloggi popolari, occorre un piano per incentivare la trasformazione del patrimonio immobiliare privato dismesso e in abbandono (soprattutto nei centri storici) in abitazioni ristrutturate per giovani coppie o nuclei in difficoltà.
    Davide Carlucci
    Italia in Comune

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