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VOGLIO ANDARE A VIVERE IN PUGLIA

Si dice che per essere pugliesi basti un passaporto, per partire e per tornare. Tanti giovani partono e tanti vogliono tornare. Dobbiamo combattere allo stesso tempo la crisi demografica che sta spopolando interi paesi con nuove misure che rilancino i piccoli comuni. Puntiamo a diventare un punto di attrazione per i giovani che hanno idee, a cui vogliamo offrire più opportunità, ad esempio con un bonus casa per i giovani.

 

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3 risposte a “VOGLIO ANDARE A VIVERE IN PUGLIA”

  1. I giovani scappano dalla Puglia perché non ci sono proposte serie di lavoro e non c’è lavoro serio se non c’è formazione coerente. Tutto parte da li., Se si correggono alcuni settori anche gli altri daranno i loro frutti. Ma bisogna partire dalla radice dell’albero.

  2. Io sono partito dalla Puglia 10 anni fa, appena diplomato con tanti sogni e voglia di lavorare.
    Chiaramente, quando mi capita di trascorrere qualche giorno in Puglia mi chiedo se ci tornerei mai a viverci. La bellezza della Puglia è sotto gli occhi di tutto, ma da qui a vivere una vita in maniera serena ce ne passa. Non sono più abituato a vedere auto in doppia fila, a vedere gente che abbandona la spazzatura per strada. Ho fatto un immersione nel Mar Piccolo a Taranto in questi giorni. Credo che ci siano almeno 100 mila bottiglie di Raffo vuoto abbandonate sul fondale.
    Prima di tutto secondo me, per rendere la Puglia più attrattiva ai giovani e agli investimenti dobbiamo ripulirla dalle cattive abitudini. Taranto è una città abbandonata al suo destino. L’abusivismo è sotto gli occhi di tutti. La criminalità è troppo ingombrante.
    Io ci credo nella Puglia e in un grande rilancio a partire dal 2021! In bocca al lupo Presidente Emiliano.

    Donato felle

  3. La ripopolazione della regione passa da politiche mirate allo sviluppo del tessuto industriale.
    La Regione Puglia dovrebbe focalizzarsi su settori che le possano permettere di essere competitiva a livello sia nazionale che internazionale. Il turismo, come il Covid-19 ci ha dimostrato, deve essere l’aspetto che deve completare il quadro non la principale fonte di sostentamento.
    A questo proposito ritengo che per lo sviluppo del tessuto industriale e per attirare nuovi residenti all’interno della regione (di tutte le fasce di età, non solo giovani), le aree che possono permettere alla regione di differenziarsi e crescere sono:
    – Innovazione digitale: molto è stato fatto ma molto deve essere ancora fatto in questo settore. E’ necessario investire maggiormente nelle imprese digitali di informatica ed elettronica, creare un ecosistema che permetta la contaminazione e la crescita. La città di Bari può essere, grazie ad i suoi collegamenti ed al tessuto industriale, la sede ideale per la concentrazione dell’innovazione. Per questo è necessario sviluppare politiche di incentivazione che portino imprenditori italiani e stranieri ad investire nel territorio. E’ necessario anche sostenere gli investitori ed invogliarli ad investire in Puglia.
    – AgriTech: Il tavoliere delle Puglie e la pianura salentina sono rispettivamente la seconda e la terza pianura più estesa a livello nazionale. Queste risorse sono sfruttate pochissimo ed in maniera poco efficiente. Ricollegandomi al punto precedente è necessario creare un polo di aziende tecnologiche al servizio anche e specialmente dell’agricoltura che deve rendere la Regione pioniera del settore. Inoltre, tramite politiche di detrazione fiscale gli agricoltori devono essere incentivati a cooperare tra di loro, per essere competitivi sul mercato, ed ad adottare delle tecniche agricole nuove basate su Intelligenza Artificiale, Robotica ed Automazione. Tutto questo naturalmente nel rispetto dell’ambiente e del territorio.
    – Silver Economy: la popolazione mondiale sta invecchiando, solo in Italia ci sono 13,8 milioni di over 65 (Fonte Eurostat 2019). Non è presente una filiera di servizi per il settore e le città si stanno via via spopolando. La Puglia con il suo clima mediterraneo, i suoi percorsi enogastronomici e culturali, il basso costo della vita ed i ritmi lenti può attirare gente in pensione da tutto il mondo con risorse economiche e temporali da mettere a disposizione. Per questo una riqualificazione dei borghi, degli incentivi fiscali mirati ad attirare stranieri e la creazione di una filiera di servizi dedicati sono prioritari per lo sviluppo di questo settore.

    Per avere una Regione sempre più competitiva e che attragga investimenti sia economici che umani è necessario creare delle politiche di focalizzazione che portino la Regione ad essere leader in alcuni settori.

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